giovedì 1 gennaio 2026

Il vuoto e la solitudine

Sono al reparto “Nave” del carcere di San Vittore da ormai un mese e un paio di settimane. Devo dire che ho già imparato molto e colmato tante emozioni e insicurezze, anche se ho ancora molto da imparare, come il senso di vuoto, per esempio. Che senso ha la vita? Perché esistiamo? Che cosa vuol dire vivere? Sì, sono molto confuso, ne sono consapevole. Magari, anzi, non magari, l’uso di sostanze mi ha fatto pensare più del dovuto. Soprattutto la cannabis, che è la sostanza che amo di più e di conseguenza quella più difficile da lasciarmi alle spalle. Mi sento come un manichino di legno, duro e robusto all’esterno, ma completamente vuoto all’interno. Mi sento come una chitarra acustica, che fa uscire delle melodie e degli accordi stupendi, ma all’interno è... vuota. Sono e sono sempre stato circondato di persone: amici, parenti, conoscenti... Ma mi sono sempre sentito solo. Beh, spero che andando avanti nella vita e nel percorso qui alla nave e magari in comunità di riempire questo senso di vuoto e di solitudine, perché penso che queste due emozioni vadano a braccetto, di darmi delle risposte alle mie domande esistenziali e di essere felice veramente, magari rispondendo sinceramente a un banale, ma non banalissimo “come stai?”.

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