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venerdì 25 maggio 2018

UNA PARTE DI NOI CI RAPPRESENTA ALL'ESTERNO

Oggi, a La Nave, sia l'equipe che noi marinai siamo indaffarati a firmare autorizzazioni per essere ripresi, perchè sabato tutti i partecipanti al coro si esibiranno in sezione insieme a volontari gentilmente invitati dal maestro Paolo Foschini. Devo dire che stamattina siamo tutti sereni e penso che ci stiamo impegnando molto visto che è una cosa nuova che ci regala bellissime emozioni. Sono un po' triste perchè io non potrò uscire ad esibirmi all'esterno, domenica 27 Maggio, quando i partecipanti del coro, autorizzati, andranno a cantare. Sono, però, veramente contento per i miei compagni che usciranno, perchè sono una parte di noi.

Salvatore C.

mercoledì 23 maggio 2018

LA CITTA' INCANTATA CON IL CORO DELLA NAVE


Un concerto-spettacolo con il Coro “La Nave” di San Vittore e gli attori di Macrò Maudit Studio, una “cena solidale” preparata dalle detenute della “Marina De Berti A&I Onlus Libera Scuola di Cucina” e servita al pubblico dagli ospiti del Refettorio Ambrosiano. Con i testi dei detenuti de L’Oblò interpretati dagli attori di Macrò Maudit Studio e le foto di Nanni Fontana a tradurre musica e parole in immagini, raccolte durante un anno di lavoro in carcere. Sono queste le componenti de “La Città InCantata – Storie e canzoni oltre il muro”, serata in programma domenica 27 maggio al Refettorio Ambrosiano di Piazza Greco con l’intera facciata della chiesa di San Martino trasformata in maxischermo affinché lo spettacolo possa essere seguito sul piazzale anche da quanti non dovessero riuscire a entrare.
L’evento è promosso (continua a leggere)

mercoledì 9 maggio 2018

LA CONCLUSIONE DI UN PERCORSO: SHATSU

30 Aprile 2018

Inizialmente eravamo titubanti nei confronti di questa attività ma, dopo la prima lezione, l'effetto è stato "catartico". Fin da subito l'effetto di questi trattamenti è stato benefico, sia a livello fisico che mentale, sia quando il massaggio veniva effettuato che quando veniva ricevuto.
Grazie ad Aldo, Anna e Antonietta, i tre volontari che gestiscono questa attività, abbiamo imparato molte tecniche, che potremo utilizzare anche in futuro.
Lo shatsu ha fatto si che trovassimo, anche in un luogo come il carcere, un angolo di pace e ora, anche noi, da soli, abbiamo le competenze per ricreare questa serena atmosfera.
Grazie di cuore,
Fabrizio S., Jamal S. & Cristian A.

venerdì 4 maggio 2018

VIDEOBOX: CONOSCERSI DAVANTI A UNA TELECAMERA


Una volta al mese la dottoressa Franca Colombo e il dottor Dario Gianoli spiegano ai nuovi arrivati del reparto La Nave cos'è il “Video Box", cioè l’attività di cui sono responsabili. Per parteciparvi bisogna fare richiesta, dopodiché una psicologa del reparto decide i tempi e soprattutto con quale educatore iniziare l’attività.
La durata degli incontri si decide insieme, si parte da un minimo di cinque registrazioni che sono anticipate da due incontri conoscitivi e finiscono con un rimando conclusivo dell'educatore.
In questa attività la cosa importante è determinata dalle registrazioni. Per una decina di minuti sei solo davanti alla telecamera e ti vedi in un monitor che ha la funzione di essere uno specchio.
Io ho cominciato nel settembre scorso e... leggi l'articolo completo

mercoledì 2 maggio 2018

LA NAVE: UNA SECONDA FAMIGLIA

Buongiorno cara equipe, ho trovato adesso un momento per scrivere. Innanzitutto vi volevo ringraziare per tutto ciò che avete fatto per me alla Nave e dirvi che, per quanto mi riguarda, è stato molto utile il percorso che ho fatto.  Mi torna continuamente in testa il momento della mia partenza, i vostri sguardi e i vostri occhi lucidi, è un momento che non scorderò mai. In quel momento, ho capito di aver lasciato lì la mia seconda famiglia, alla quale mi sono legato molto e ho capito che la cosa è reciproca.
Ora, nella mia nuova realtà, le cose sono molto diverse, sia a livello medico che a livello dell’organizzazione dell’Istituto: non seguono il percorso che vorrei fare. Ho fatto alcune domande e solo pochi giorni fa mi hanno risposto di non avere ricevuto nessuna documentazione.
Cari marinai, voi non sapete nemmeno quanto siete fortunati ad avere le dottoresse a vostra disposizione, invece, qui, la realtà è molto diversa, purtroppo. Ora non avete più Benta che vi rompe le scatole dalla mattina alla sera, soprattutto a te Fabio (a proposito, Fabio fai subito la domanda di trasferimento perché qui c’è il bidet in bagno). Caro Manolo, ti mando uno di quei begli scarafaggi ergastolani che passeggiavano sempre con noi all’aria. Caro Fabrizio, quando guardo i “nuovi mostri” di Striscia la Notizia mi vieni sempre in mente tu e tutta la tua cella…sei davvero dappertutto! Caro Enzo e caro Pillola (Ali), se foste stati qui vi avrebbero battezzati con il nome di “piripicchio", perché siete i più piccoli in sezione. Caro Mirko, adesso ho capito perché leggi tanti libri e fai tanto sport, perché sei già passato da questi livelli, ti voglio bene. Caro Kalid, nella mia vita non ho mai visto una persona tanto malata di calcio come te…sei pesante, basta con questo calcio e con questo “tiki taka”! Ti voglio tanto bene.
Ragazzi vi voglio bene, per me siete dei fratelli, non dimenticherò mai quando a me e a Kalid è accaduto un lutto in famiglia, siete stati più di una famiglia e lo stesso vale per tutta l’equipe. La Nave mi ha trasmesso tanto e non lo scorderò mai.
Dimenticavo di salutare Ferdinando e tutti i miei fratelli marinai e anche un saluto a Kristo, Clemente, Abi, Andrea e a tutta la comunità marocchina. 
Ringrazio tutte le dottoresse e vi comunico che la Nave è molto conosciuta anche qui. 
Vi saluto e abbraccio tutti, aspetto le vostre lettere.
Voglio bene a tutti voi, ciao.


Youssef B.

martedì 1 maggio 2018

ECCO IL NUOVO NUMERO DELL'OBLO'

E' in uscita il nuovo numero dell'Oblò, la rivista dei detenuti del reparto La Nave. Fra pochi giorni il numero di aprile 2018 sarà in distribuzione gratuita nelle librerie Feltrnelli di Milano. Il giornale è già visibile nella versione in PDF cliccando qui


lunedì 30 aprile 2018

IL CORO DELLA NAVE

Il coro è unattività della nave, il tutto è suonato e diretto da Paolo Foschini, un uomo incredibile! Quando lo guardo dirigere, arde in lui il fuoco della passione, riesce a coinvolgere anche i più restii. Non lo conosco bene ma pare proprio una bellissima persona, tra laltro, ha anche coinvolto suo figlio, che partecipa come chitarrista. Al coro partecipa anche una sezione femminile, le nostre operatrici, sicuramente obbligate dal generale G. Bertelli !! Tra di loro ci sono anche delle donne esterne, non so perché partecipino, forse sono ricattate o per lavvenenza del Paolo che l’è un bel om. Comunque è un bel manipolo di voci, anche se ritengo che questo progetto di cantare in milanese il 27 maggio sia un poambizioso. Tra tutti, coloro che parlano in milanese sono forse in cinque su quaranta, il resto è composto da persone di varie etnie, che si impegna, ma sicuramente non riesce con molta facilità, è come se io dovessi cantare in arabo, non so cosa verrebbe fuori. Inoltre, è bella laria che si respira in sezione dopo il coro, ad esempio, sentire dei magrebini che rispondono quando li chiami: hoe sunt chio laria di “40 di 40 not a San Vitur a cìapar i bot. Nel coro canta anche Daria Bignardi, ex direttrice di Rai tre, che ho saputo essere uscita da una brutta esperienza di malattia, su cui ha scritto anche un libro: La mia ansia, che gentilmente ha portato a qualcuno. Noi detenuti, o pazienti, come ci chiamano le nostre operatrici, ci lamentiamo spesso della privazione della libertà, ma non ci rendiamo conto che lì fuori tutti combattono con qualcosa, magari anche più grande, come può essere una brutta malattia o il mutuo della casa o il direttore di banca, che ti telefona e ti dice che sei in rosso, sul conto ovviamente. Voi non mi crederete ma dopo aver vissuto per sei mesi in un lebbrosario vicino a Kampala in Uganda, ogni volta che mi guardo allo specchio, penso: che fortuna essere italiano e soprattutto sano. Adesso sto divagando, torniamo al coro, voglio ringraziare Paolo per il tempo che dedica a noi e penso che il tempo sia il nostro bene più grande e non ci sia denaro che lo possa pagare, grazie Paolo.

Maurizio T.

giovedì 26 aprile 2018

PAGINE DAL DIARIO DI BORDO

Martedì 24 Aprile

Buongiorno a tutti, oggi 24 Aprile, bella giornata di primavera dopo un buon risveglio nella nostra suite presidenziale del transatlantico, come ogni mattina una buona colazione a base di frutti tropicali, massaggiati dolcemente da due belle fanciulle messicane, abbiamo deciso di fare la sauna nella famigerata e lussuosissima Spa di questa Nave.
Chiamati alla riunione delle 10 insieme a tutti i marinai e l’équipe di bordo per gli ultimi preparativi per il gran Galà che si terrà nella rotonda del porto. 
Ecco che dopo aver degustato il pranzo con posto riservato nel ristorante ci siamo goduti un’ora libera sul pontile davanti alla piscina. Qualche marinaio ha approfittato di un pò di sole oceanico. Poi ultime prove, prova costume, gargarismi vari e tutti giù alla rotonda del nostro porto di mare.
Tutti emozionati per la performance che avremmo dovuto fare e che tutto sommato è andata bene ci siamo divertiti, facendo commuovere il figlio di un partigiano venuto per la commemorazione della festa della Liberazione del 25 Aprile.
Chiusura delle 16 posticipata per alcuni rimproveri e meriti per chi ha cantato e chi non ha aperto bocca con l’impegno futuro di tutti di fare il meglio!
Chiusura delle celle sconfitta della Roma una buona notte a domani.

Mercoledì 25 Aprile

Buongiorno a tutti, oggi si festeggia come festa nazionale la liberazione. Purtroppo questa mattina uscendo dalla cella ho trovato un sacco di gente con tante valigie borse e addirittura ombrelloni, ma purtroppo si trattava della liberazione dell’Italia dal regime fascista e nazista e non si trattava della nostra liberazione, ma io dico fatelo sapere prima no? Così evitiamo di fare le valigie. Tutto sommato è stata una giornata serena ed evasiva, pensando ai nostri cari fuori, visto la splendida giornata.
Chiusura delle celle, partitone Bayer – Real, una fetta di torta in compagnia, buona notte e arrivederci a domani.

Alessandro A.