giovedì 26 febbraio 2026

Via da casa

Per me aver lasciato la mia casa è stata una delle decisioni più dure della mia vita. Aver lasciato i miei famigliari, gli amici del quartiere, le abitudini e tutto, per poter ricominciare una vita da capo, è stato molo duro. Ricordo che verso il 2019/2020, in tempo di Covid, il mio amico Angelo stava organizzando una festa clandestina, poiché era stato scelto per un volo umanitario in Europa, lui aveva già combattuto assieme a suo fratello quel maledetto virus per poter salvare suo padre, riuscendoci. Dopo 2 settimane ci fu una brutta notizia nel quartiere, Angelo aveva trasportato droga a Milano, finendo così in galera. Nell’estate del 2023 prendo la decisione di rifarmi una vita, decidendo di andare in un luogo dove nessuno poteva conoscermi. O forse quello che volevo fare era solo pensare a me stesso. In realtà stavo solo scappando dai miei fantasmi, non riuscendoci. Fu così che a Maggio 2025 mi arrestarono, il piano che avevo in mente non era questo, le cose non andarono come previsto. Passarono 3 mesi ed arrivai al posto che più si avvicinava al mio concetto di casa. “La Nave”, era tutto fantastico, surreale rispetto ai piani, si respirava un’altra aria. I marinai mi diedero un caloroso benvenuto. Ricordo di entrare nel cellone, ad aspettarmi c’era Raffo con il caffè già pronto, ad oggi una delle persone a me più vicina. Il giorno dopo mi svegliai presto, c’era Davide in piedi con la radio in tasca che faceva avanti e indietro per tutto il piano. Ero pronto per il mio primo giorno nella nuova casa, tanto che alla apertura toccò a me, Maicol e Mezzina fare la presentazione davanti a tutti, con molta emozione mi presentai venendo così accolto da tutti. Passano un paio d’ore e Andrea Olla mi chiama per firmare il contratto, formalizzando così l’inizio del mio percorso. Piano piano mi inserisco nel gruppo, inizio a fare due passi con il mio amico Luca, raccontandogli un po' della mia vita, avendo lui avuto in passato tanti amici peruviani. Nel weekend inizio a giocare a pallone con i miei nuovi compagni, facendomi così conoscere. Il campo era bellissimo rispetto al 5° raggio. Avevamo 8 palloni per giocare, ricordo che Maicol mi disse: “ Siamo alla nave hermano, lo que tu quieres” . Mi sentivo già parte di quel gruppo, non ho fatto per niente fatica ad ambientarmi in questa stupenda famiglia. Stava andando tutto per il meglio sino a quel fatidico 13/12/2025, come al solito mio zio arriva presto per il colloquio, mentre parlavamo gli stavo spiegando come stavamo organizzando la cena di Natale con i miei compagni di cella spiegandogli la lunga lista di cose da mangiare. Finisco il colloquio, torno in cella e riposo un po' ascoltando della musica, quel giorno avevamo una partita importantissima del CSI che dovevamo recuperare. Eravamo secondi in classifica, Sady inizia a consegnare le magliette, quando ad un certo punto iniziamo a sentire odore di bruciato. Verso le 7 di sera salì l’ispettrice annunciandoci l’imminente trasferimento alla CR di Bollate. Fui collocato al secondo reparto assieme a tutti gli altri partiti con il 1° pullman, io, Paul, Aaron e Gaetano decidemmo di metterci assieme. L’indomani mi sveglio intorno alle 7/8 del mattino, inizio a camminare per il piano incuriosito, mi ferma un ragazzo, e nell’offrirmi il caffè mi spiega come in quel reparto ci siano dei miei paesani, offrendosi di presentarmeli. Mi portò da loro ed il primo che vidi era proprio Angelo, il mio amico del quartiere, era ormai 5/6 anni che non lo vedevo. Un’ abbraccio forte spezzò tutta la tensione di quel momento, mi offrì cibo, vestiti e mi disse che ero libero di utilizzare il suo laptop, mi disse di sentirmi come a casa. Lui essendo permessante, mi chiese se avessi bisogno di qualche favore, io replicai subito chiedendo di avvisare mia mamma. La Domenica rientrò dicendomi : “ Tua mamma non cambia, mi ha mandato a fare in culo pensando le volessi fare qualche estorsione”. Dopo una lunga chiacchierata mi chiese : “ cosa pensi di fare adesso?”. Ero molto disorientato, non sapevo cosa fare. Voglio ringraziarti per i tuoi consigli, penso che tornare alla Nave sia stata la decisione migliore. Non dimenticarti mai delle persone che ti hanno dato una mano nel momento del bisogno. Spero di incontrarti in un altro contesto, i voglio bene amico mio.

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