martedì 17 gennaio 2012

Scambio di esperienze, incontro con la scuola superiore alberghiera Carlo Porta di Milano

Sono un ragazzo di 29 anni, purtroppo mi trovo a vivere un momento di reclusione nel carcere di San Vittore per via di una vita sregolata. Commettendo reato, detenzione ai fini di spaccio, questi mi ha portato a dover scontare una pena non ancora stabilita, visto che per ora sono ancora in attesa di giudizio. Mi trovo già da 5 mesi recluso. Prima mi trovavo al terzo piano del terzo raggio, reparto ove le persone con problemi di tossicodipendenza vengono collocate. In questo periodo ho avuto modo di riflettere a fondo sia sugli sbagli commessi, (causa ed effetto), sia sulla mia famiglia. Ho compreso, come una persona con le mie caratteristiche possa arrivare a toccare il fondo invece di prevenire, evitando così di auto infliggersi ulteriore sofferenza. Penso che questo mio punto di debolezza sia comune nelle persone con problematiche di dipendenza. Spesso mi trovo a dover fare i conti con la mia coscienza, scoprendo così che gli strumenti per evitare ciò sono interiorizzati in me, vanno però esternati con l'aiuto di uno psicologo o di persone competenti in quest'ambito. Al 3° piano, facendo vari colloqui conoscitivi con gli operatori del Sert interno, ho partecipato al pre-nave, una riunione che dà la possibilità ai nuovi giunti di conoscere un'altra realtà e ai più volenterosi di intraprendere un percorso di cura. Ho saputo di un reparto avanzato di secondo livello chiamato "La Nave", solo per persone ancora giudicabili e con problemi di tossicodipendenza. Ora, facendo parte di questa realtà voglio giusto sottolineare la differenza di come vivo ora le giornate, rispetto a prima. Innanzitutto questo reparto offre a tutti noi la possibilità di partecipare a delle attività educative e creative, stimolandoci molto. In questo periodo promuovendo e sviluppando le nostre capacità, si riscopre quello stile di vita equilibrato e dignitoso che molti di noi hanno soppresso, a causa di una vita basata sulla trasgressione. Qui si è più liberi rispetto agli altri raggi: alle 8:00 aprono le celle in reparto e alle18:00 le chiudono, negli altri reparti invece, si hanno a disposizione solo 3 ore di aria al giorno e se una persona non partecipa a nessuna attività, rimane 21 ore chiuso in una cella.
Il giorno 10 del C.M. sono venuti qui alla Nave, accompagnati dai professori, gli studenti della scuola superiore alberghiera, il Carlo Porta di San Leonardo. Vista la giovane età degli studenti, cosa che mi rincuora molto, ritengo importante che vi siano iniziative a scopo educativo, come la visita nella casa circondariale di San Vittore, permettendo così a ciascun ragazzo, in giovane età, di apprendere e interiorizzare le cause che portano a seguire uno stile di vita delinquenziale. Presente quel giorno c'era anche Gherardo Colombo, ex magistrato antimafia, (PM facente parte del Pool nel processo "Mani pulite", ove erano coinvolti molti politici). Ha spiegato cos'è la criminalità, dando molto consigli. Giustamente va fatta prevenzione nelle scuole e in generale nella vita.
Mi è piaciuto molto l'intervento di un nostro compagno, che ha portato la sua esperienza in un periodo della propria vita, ove prevaleva il lato criminale che lo portava a commettere reati, pagati con 16 anni di reclusione nei peggiori carceri punitivi, non solo in Italia ma, anche all'estero ove le condizioni di vita erano molto precarie, schiacciando come un grosso macigno la dignità di una persona. Un messaggio che spero sia arrivato ai ragazzi e non solo, è la fase di cambiamento di questa persona che ora dopo aver lavorato molto su di sé, è riuscito a cambiare totalmente mentalità, di conseguenza a migliorare il proprio stile di vita, estraniandosi da quel circolo vizioso che lo accecava, impedendogli di gustare la vita in tutta la sua bellezza e semplicità.
Collegandomi al secondo incontro, tenuto sempre dallo stesso Istituto Carlo Porta di San Leonardo, ma da una classe diversa, vorrei soffermarmi sull'importanza che ha ogni scuola; ognuna dà la possibilità a ogni ragazzo di specializzarsi, inseguendo e realizzando la propria ambizione. Penso che al giorno d'oggi e non solo, il ruolo di cuoco, chef o capo sala, è molto rilevante, permette di viaggiare, di conoscere nuove culture, portando con sé nella valigia un bagaglio di esperienza fondamentale e utile per poterti realizzare un domani. Mi ha toccato molto nel profondo, riportandomi con il pensiero alla loro età, quando i ragazzi con tono quasi di sfida rispondevano alla prof dicendo: "ma si ogni tanto qualche cannetta non guasta, non fa male".
Questa risposta ha secondo me un velo di superficialità, avrei risposto la stessa cosa anch’io alla loro età, senza pensare alle conseguenze. Molti miei amici, me compreso, hanno cominciato con la canna, poi con le droghe sintetiche fino ad arrivare all'eroina. Ora posso dire, facendomi un accurato esame di coscienza, dopo aver toccato più volte il fondo e arrivando alla completa solitudine, che le amicizie, gli affetti, il rispetto, sono valori molto importanti. Ho imparato che la sostanza non ti porta a essere un uomo libero e felice, t’impedisce di vivere come una persona onesta, di amare e di portare avanti gli obiettivi che con sacrificio poi ti fanno stare bene.
Concludo sottolineando l'importanza di questi eventi, ringraziando i professori e i nostri dottori che si adoperano con molto amore per far sì che la generazione futura cresca con gli strumenti necessari per evitare questo spaventoso disagio che tutt'oggi avanza sempre di più con passi di un gigante.
 Karma Plus 

Nessun commento: