martedì 24 marzo 2026

La Scuola

Da piccolo ero appassionato di storia e matematica e il mio sogno era diventare archeologo, Ogni sabato sera con i miei genitori, guardavo Ulisse di Piero e Alberto Angela. A 10 anni mi regalarono il De bello gallico, ero troppo piccolo per apprezzarlo ma già mi immaginavo in qualche scavo a spolverare punte di gladio spezzate, Potrà sembrare una vanteria e forse lo è ma per lo studio era portato e imparavo alla svelta in classe e leggere più volte un testo non mi pesava. A 17 anni finisco la 3° dopo una bocciatura . Dando tutti gli esami da privatista a quel punto mi perdetti, però non ho smesso mai, se non per brevi periodi, di leggere o esercitarmi in qualcosa . Durante i 3 mesi passati chiuso ai piani, mi svegliavo intorno alle 3 e leggevo, cercando di re-imparare a prendere appunti della programmazione/ informatica, un’altra mia passione nata grazie ai videogiochi. Può sembrare assurdo ma quelle 3-4 ore di silenzio chiuso nel bagno-cucina del cellino mi hanno aiutato tantissimo a non impazzire del tutto, di giorno tra urla e blindi sbattuti. Di fatto ho imparato poco e niente, qualcosa di teoria generale ma sentivo di aver uno scopo. Posso dire che mi ha salvato da qualcosa di brutto. La cosa che so oggettivamente fare meglio è in cui mi sono esercitato per più di 10 anni, praticamente inutile lo so, è produrre e suonare musica elettronica. Quando ascolto una traccia seziono nella testa i suoni, le ritmiche. La analizzo, sono in grado spesso di capire come e fatto il suono o l’effetto dato a esso. In definitiva mi accordo al parere espresso dall’ex utente Nave: lo studio di qualsiasi cosa, ti rende migliore, ti dà uno scopo, ti porta in dimensioni, tempi e luoghi lontani ma soprattutto ti fa sentire meno solo perché nel mondo adesso o secoli fa qualcun’ altro si è trovato nella tua stessa situazione, ha pensato le stesse cose e questo è meraviglioso! 

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