martedì 24 marzo 2026

A bordo della Nave



La scuola e il desiderio di imparare

Fino alla 4° elementare mi piaceva studiare, prendevo ottimi voti e tutto andava bene, un giorno all’età di 8 anni subii un trauma alla testa che mi causò una lesione cerebrale, da quel momento la mia voglia di studiare è andata scemando, sono stato bocciato addirittura 3 volte alle medie finché conseguii il diploma alle serali. Non ho più studiato, però la mia passione per scienze e geografia mi ha portato negli anni a sviluppare un interesse per l’astronomia, Mi ha sempre incuriosito la conoscenza dell’universo, imparare una cosa quando sei interessato è molto più semplice e questo si può applicare anche ai lavori, alcuni li facevo giusto per lavorare ma altri ho imparato subito perché mi piacevano e ogni giorno c’era sempre quello stimolo di apprendere anche la più piccola delle cose. Penso che la scuola e lo studio siano fondamentali e si è sempre in tempo per studiare, imparare una cosa che ti piace e lo fai solo per te. Per esempio qualche giorno fa ho letto una frase in uno di quei piccoli calendari che mi ha incuriosito, diceva; Innamorati di te, della vita e poi di chi vuoi tu.

La voglia di imparare

Sin da piccolino la mia voglia d’imparare ha sviluppato in me la pretesa di apprendere più cose possibili, capendo che un domani mi sarebbe tornato tutto utile, tant’è vero che dall’età di 5/6 anni iniziai a seguire il mio nonno Renzo in tutti i vari lavoretti e riparazioni che svolgeva, ovviamente in tutto ciò una delle mie parti preferite era quando mancava qualcosa e bisognava andarla a recuperare dal ferramenta o meglio ancora in un Bricoman ad esempio, dove io mi perdevo ad osservare tutti i pezzi in vendita immaginandomi a cosa servissero e come si potessero montare. Con lui ho imparato le basi dell’elettrica e dell’idraulica, ma non ci siamo fatti mancare anche qualche lavoretto di falegnameria e muratura. D’estate, nella casa in montagna, invece, lo seguivo in quelli che erano i lavori di giardinaggio, come la tosatura del prato, delle siepi e come prenderci cura delle piante “sacre” della nonna. Oltre questi lavoretti ci concedevamo anche delle piccole escursioni nella pineta dietro casa, dove ho imparato a riconoscere molti funghi, che per la gioia di Nonna e Mamma, coglievamo per poi mangiarli. Crescendo, purtroppo, per tutta una serie di motivi le attività con lui sono andate sempre più scemando, ma la mia voglia di imparare non si è mai fermata, crescendo sempre di più, permettendomi di apprendere un sacco di cose che mi porterò dietro tutta la vita. Ti voglio bene Nonno, grazie per tutti i tuoi insegnamenti.

La Scuola

Da piccolo ero appassionato di storia e matematica e il mio sogno era diventare archeologo, Ogni sabato sera con i miei genitori, guardavo Ulisse di Piero e Alberto Angela. A 10 anni mi regalarono il De bello gallico, ero troppo piccolo per apprezzarlo ma già mi immaginavo in qualche scavo a spolverare punte di gladio spezzate, Potrà sembrare una vanteria e forse lo è ma per lo studio era portato e imparavo alla svelta in classe e leggere più volte un testo non mi pesava. A 17 anni finisco la 3° dopo una bocciatura . Dando tutti gli esami da privatista a quel punto mi perdetti, però non ho smesso mai, se non per brevi periodi, di leggere o esercitarmi in qualcosa . Durante i 3 mesi passati chiuso ai piani, mi svegliavo intorno alle 3 e leggevo, cercando di re-imparare a prendere appunti della programmazione/ informatica, un’altra mia passione nata grazie ai videogiochi. Può sembrare assurdo ma quelle 3-4 ore di silenzio chiuso nel bagno-cucina del cellino mi hanno aiutato tantissimo a non impazzire del tutto, di giorno tra urla e blindi sbattuti. Di fatto ho imparato poco e niente, qualcosa di teoria generale ma sentivo di aver uno scopo. Posso dire che mi ha salvato da qualcosa di brutto. La cosa che so oggettivamente fare meglio è in cui mi sono esercitato per più di 10 anni, praticamente inutile lo so, è produrre e suonare musica elettronica. Quando ascolto una traccia seziono nella testa i suoni, le ritmiche. La analizzo, sono in grado spesso di capire come e fatto il suono o l’effetto dato a esso. In definitiva mi accordo al parere espresso dall’ex utente Nave: lo studio di qualsiasi cosa, ti rende migliore, ti dà uno scopo, ti porta in dimensioni, tempi e luoghi lontani ma soprattutto ti fa sentire meno solo perché nel mondo adesso o secoli fa qualcun’ altro si è trovato nella tua stessa situazione, ha pensato le stesse cose e questo è meraviglioso!