martedì 17 giugno 2025

                                            Titolo….. la mia consapevolezza

Buongiorno a tutti, voglio condividere con voi questo mio pensiero.

Da quando sono salito qui alla Nave, ho riflettuto molto sul mio essere

sotto effetto di sostanza.

Continuo a chiedermi il perché, quando la vita è talmente bella e preziosa

da vivere ogni momento, non mi manca nulla per ottenere quel mio desiderio.

Con tanto sacrificio, coraggio e determinazione.

Non posso più sbagliare, tutta questa sofferenza mi ha fatto capire che

il vero Stefano può tornare una volta per tutte, eliminando i brutti ricordi.

Per il mio bene, ma anche e soprattutto per l’invalidità di mio fratello

e la perdita dei nostri genitori, che hanno lasciato un vuoto incolmabile in noi, quando io ero solo un ragazzo spensierato e felice. Cara mamma e caro papà, oggi grazie al mio percorso e alla disponibilità di tutte le dottoresse, mi sento più consapevole e deciso nelle mie scelte.

Per questo motivo la mia strada non sarà più la stessa, ma una nuova vita e un sogno che deve diventare realtà. Ringrazio tutti per avermi ascoltato.

 

Stefano Tolomeo

La mia coscienza, la mia motivazione e il mio sentimento

La droga nella mia vita mi ha, per la maggior parte delle volte portato a: negatività, delusioni e tristezza, tutte queste cose brutte che oggi, con lucidità, mi rendo conto di quanto oscuravano la mia vita. Non sono guarito e non so nemmeno se guarirò, però tutto ciò rafforza i miei pensieri in prospettiva. Mi guardo intorno e mi dico che non voglio più soffrire, non voglio più essere triste, non voglio più delusioni che dovute alla sostanza, non voglio più deludere, non voglio più vivere al buio. So che è dura e so anche che avrò bisogno sempre di aiuto, quello che non ho mai voluto da nessuno e che ora invece voglio. Voglio un cammino luminoso, una vita serena circondato da amore e da tutto quello che mi fa star bene e poter sfoderare tutta la mia positività, perché in fondo non sono cattivo, non sono come mi descrivono. Non sono solo un fascicolo, sono un uomo con tanta voglia di vivere, e per questo mi sento motivato a dare una svolta alla mia vita, per essere un padre e un figlio migliore. Le soddisfazioni crescono pian pano dentro di me, i miei compagni di cella mi fanno notare il mio cambiamento e lo fanno anche le dottoresse. Soprattutto la dottoressa Corti, quando si espresse con positività nei miei confronti, mi ha dato modo di continuare a crederci cambiando le mie giornate in positivo, per questo le ringrazio tanto per avermi dato la possibilità di affrontare questo percorso e ce la metterò tutta. Le soddisfazioni mi rendono vivo, mi danno la forza di andare avanti, riguardo e immagino il mio passato e rileggendo il mio fascicolo, penso che sia arrivata l’ora di accettare l’aiuto che mi stanno dando e me lo terrò stretto finché potrò grazie

Consapevolezza

                              

Il Rancore

 La parola rancore può essere usata in molte maniere, e in diverse occasioni.

Per quanto riguarda me, il rancore è come un fantasma che da sempre resta al mio fianco ,

sin da quando ho iniziato a capire, o per meglio dire, provare rancore

RANCORE, per non essermi potuto godere mia nonna paterna per l’incapacità

di alcuni dottori che le hanno accorciato la vita. Nonna Giacoma sei nel mio cuore per sempre!

RANCORE, per non aver goduto di una famiglia completa e normale, avendo un padre esuberante, al punto di aver perso il controllo della propria famiglia, anche se non gli attribuisco colpe perchè lui a sua volta aveva perso la madre .

RANCORE, per non essere stato abbastanza uomo, per mia madre a cui era crollato il mondo addosso….ma per la mia giovane età ed il mio dolore interno, non mi rendevo conto di quanto lei soffriva a sua volta per tutte quelle perdite. Mamma sei il mio piu grande amore!.

RANCORE, perchè una volta, abbastanza adulto da capire, non le sono stato affianco nel giusto modo, per il fantasma che mi perseguitava e tutto il dolore provato a mia volta.

RANCORE, perchè al posto di combattere il dolore ed il fantasma, li ho tacitati con un abuso sconsiderato e spudorato di qualsiasi sostanza stupefacente, di cui solo ora capisco l’inutilità .

RANCORE, per aver creato una famiglia mia con una donna bellissima ed altrettanto inteligente, G.C. che resterà sempre nel mio cuore, ma che per colpa delle sostanze ho perso con una rapidità incredibile.

RANCORE, ovviamente perchè dopo anni di amore e lavoro duro per costruire tutto ciò, la droga che uso sempre come una scusa me lo ha portato via ed il fastasma diventava sempre più grande .

[grazie giusi per tutto ]……………

Come sempre ringrazio tutti voi per avermi ascoltato, grazie Nave.

 

martedì 20 maggio 2025

Un amico vero

Guardare sempre avanti

Cogliere i segni, le cose che ci accadono e ci fanno fare il saltino di qualità; crescere e non stare fermo con la mente! Cercare di vedere noi stessi come vediamo le persone che ci stanno attorno, o meglio vedere noi stessi con gli occhi degli altri, cercare di vederci dall’esterno, così da cambiare o per lo meno modificare i nostri comportamenti o modi di essere. Non rimanere fermo ancorato al passato, riuscire a sentire e ascoltare le emozioni, ossia noi stessi, riuscire a tornare lì dove ci siamo fermati, lì dove è successo qualche cosa che ci ha segnati e ci ha lasciato delle tracce, rimorsi, cose non dette, cose negative tutto ciò che ci ha reso quelli che siamo, o ci ha impedito in qualche modo di essere, di crescere e di andare avanti; superare le cose che ci fanno star male, non vivere nello stesso loop e riflettere all’infinito sugli stessi errori già commessi più volte! È vero, non possiamo e non dobbiamo farcela da soli, abbiamo bisogno di prendere e cercare di avere tutti gli aiuti necessari, però il primo passo da fare è indispensabile che lo facciamo noi, bisogna crederci. Solo se ci credi veramente puoi farcela e riuscire a superare tutti gli ostacoli e le insidie. È dura, ma vale la pena avere e non perdere la speranza. Fatevi delle domande, ma non datevi le risposte, cercatele! Le troverete, mettete assieme le parti che formano il tutto. 

Pedro Gomes

La mia dignità

Quando sei in carcere, hai tanto tempo per pensare agli errori, alle belle cose, al passato e soprattutto al futuro. In carcere riacquisti i valori che hai perso fuori e ritorni ad apprezzare le piccole cose che fuori non contavano niente. Se potessi tornare indietro, sicuramente ascolterei e metterei in pratica quei consigli che ho sempre ignorato. Ho tanta rabbia con me stesso perché sono stato debole ed egoista, ho lasciato la mia compagna da sola, a breve dovevamo sposarci, ho lasciato mia madre che aveva tanto bisogno di me, mi sono sentito sempre forte, ma non lo sono per niente perché ho permesso a una polvere bianca di farmi perdere tutto, persino la mia dignità. Non potendo tornare indietro nel tempo, l’unica cosa che posso fare è rialzarmi imparando dai miei stessi errori cercando di essere più forte e di essere una persona migliore per poi, fuori da qui, iniziare una nuova vita e dimostrare a tutti e a me stesso che ce l’ho fatta.

C.F. Lacatena

L'indifferenza uccide

Penso che si possa essere indifferenti e no. Per esempio un giorno ero ospite di un mio amico italiano, era l’una di notte e io ero a letto e delle urla mi svegliavano: inizialmente facevo finta di niente e provavo a riaddormentarmi, ma quando le urla cominciavano a farsi più forti, non ho resistito e sono andato a vedere cosa stava succedendo nell’altra camera. Subito vidi altre due persone che stavano scappando dicendomi di andare via con loro perché c’era un altro ragazzo che stava per ammazzare il padrone di casa! In un primo momento volevo andarmene per paura, ma quando il ragazzo che stava subendo l’aggressione mi chiamò per nome, non riuscii a rimanere indifferente e a quel punto decisi di intervenire e vidi che stava reagendo a un coltello puntato alla gola, l’aggressore spingeva e io, subito, cercai di spostare il coltello, ma sfortunatamente mi colpì e mi prese alla pancia. Appena si accorse di avermi colpito, scappò e rimanemmo io e il mio amico, grazie alla mia non indifferenza, penso di averlo salvato, anche se in seguito io finii in ospedale e ci restai per una settimana con l’intestino perforato.

A. Khayal

Buio nella luce e luce nel buio

martedì 29 aprile 2025

Come se non ci fosse...

Quante volte abbiamo evitato di pensare o agire perché “non ci riguardava” o perché “non era affar nostro”? Rimanere indifferenti ci costa molto meno in termini di responsabilità, di impegno e non ci costringe a schierarci, non traspare il nostro pensiero, ci tiene fuori da qualsiasi fatica. L’indifferenza non è omertà, non è ripudio, ma è una “reazione”, secondo me, legata anche al nostro bisogno di rimanere indenni da ogni emozione negativa, ci si protegge pensando che quello che ci accade intorno non debba scalfire la nostra emotività. Tutto ciò che non vogliamo sentire o vedere è schermato da una barriera che ci protegge dall’elaborazione dei pensieri legati ai fatti. Eppure tutto ciò che ci spinge a rimanere indifferenti è proprio il nostro coinvolgimento, anche passivo, è il modo di pensarla a una certa maniera, sono le nostre idee e la nostra educazione. L’indifferenza è un’arma che adoperiamo anche per ferire, quando la usiamo con evidenza e vogliamo che sia captata come tale, oppure per attirare l’attenzione di chi ci sta vicino e crede che la tua indifferenza sia una reazione a qualcosa che lo riguardi e quindi se ne interessa. In ogni caso, l’eloquenza di questa reazione mette in luce un limite che non si vuole superare, una precauzione che però, a volte, ci rende vili.

 S. Catania