lunedì 13 maggio 2019

Un regalo da Düsseldorf per La Nave

Questo è il racconto di una bella notizia istituzionale, diciamo così, e di un atto di generosità umana. Cominciamo dalla prima.

Gli Amici della Nave – e con loro il reparto La Nave di San Vittore – hanno varcato i confini italiani e avviato la prima collaborazione internazionale: l’associazione Amici della Nave ha infatti instaurato un rapporto di collaborazione ufficiale con l’associazione culturale Italia Altrove di  Düsseldorf (http://italia-altrove.com/index.php) che dal 2013 ha l’obiettivo di promuovere e diffondere la conoscenza e della cultura italiana in Germania.

Tutto è cominciato qualche settimana fa con un incontro organizzato da Italia Altrove proprio a Düsseldorf, nella Sala Grande del Theatermuseum, nell’ambito di una serie che aveva già visto la partecipazione di italiani molto importanti: tra gli ultimi in ordine di tempo l’astronauta Samantha Cristoforetti. L’incontro era dedicato all’importanza di raccontare e condividere, oltre ai problemi e le criticità della nostra società, anche le esperienze positive che si compiono poiché la conoscenza delle “buone pratiche” genera emulazione, fiducia, e alla fine buoni esempi ulteriori.

In quel contesto sono state presentate tra le altre cose le varie attività portate avanti all’interno del reparto La Nave, come l’Oblò e il Coro, oltre alle iniziative più importanti realizzate fino a quel momento dall’Associazione Amici della Nave, come la mostra “ti Porto in prigione” terminata il 20 gennaio scorso alla Triennale di Milano. L’incontro è stato uno scambio talmente ricco che al termine molti membri di Italia Altrove hanno deciso di associarsi anche tra gli Amici della Nave. Non solo. A seguito dello stesso incontro, come si diceva, le due associazioni hanno deciso di instaurare una collaborazione ufficiale: in primo luogo per tenersi reciprocamente informate sulle varie iniziative promosse e in secondo luogo per studiare la possibilità di promuoverne anche insieme in futuro. Questo è il link che documenta il tutto: http://italia-altrove.com/index.php/collaborazioni.

Non solo: adesso c’è l’atto di generosità.

Una delle socie di Italia Altrove, infatti, proprio in quei giorni compiva gli anni. Non aveva mai sentito parlare degli Amici della Nave prima di quell’occasione. Ma per prepararsi all’incontro aveva chiesto di ricevere il catalogo della mostra “ti Porto in prigione”, che aveva poi ricevuto in versione pdf. Quando lo ha letto ha deciso di diffonderlo tra gli amici che avrebbe invitato alla sua festa di compleanno. E ha chiesto loro che come regalo, anziché comprare qualcosa per lei, facessero una donazione all’associazione Amici della Nave. Bene. La donazione complessiva fatta da quelle persone mai viste, tra sostegno in forma di associazione e atti di pura liberalità, ha superato i 700 euro.

Non serve aggiungere alcuna parola, per commentare un gesto che si commenta da solo, salvo il grazie degli Amici della Nave e di tutti i marinai. Dal profondo del cuore.

Paolo Foschini



mercoledì 24 aprile 2019

Il Coro della Nave sul palco della Scala


Carissimi amici e lettori,
volevo condividere con voi l'emozione, la commozione e la felicità che ho provato in soli 7 minuti alla Scala, emozioni che non ho mai provato in 17 anni di carcere. Mi trovo ristretto a San Vittore, nel reparto di trattamento avanzato denominato "La Nave", gestito dall'A.S.S.T. Santi Paolo e Carlo, nel quale un'equipe di professionisti si occupa della cura delle dipendenze. 
Tra le varie attività del reparto, c'è il coro, a mio avviso una delle più importanti perché serve a lavorare insieme e a raggiungere un obbiettivo comune, oltre che provocare emozioni, senso di libertà e svago. Grazie al coro ci siamo esibiti alla Scala, teatro tra i più famosi ed affascinanti al mondo, in occasione del saluto all’Avvocato Giuseppe Guzzetti che lascia la Fondazione Cariplo e che ringrazio per l'opportunità. Colgo l'occasione per ringraziare la Dott.ssa Graziella Bertelli, responsabile del reparto, e le Dott.sse Formigoni, Moretti e Picozzi che hanno contribuito e lavorato insieme a noi per la preparazione di questo e di altri eventi. Oltre a loro ci sono i volontari, in primis Paolo Foschini, giornalista e direttore del coro, che armato di tantissima pazienza si occupa della preparazione canora. Inoltre la Dott.ssa Roberta Cossia – Magistrato di Sorveglianza – Antonella, Clara, Cuca, Eleonora, Ginevra, Laura G., Ludovica, Maria Rosaria, Paola, Eliana – Presidente dell'Associazione "Amici della Nave" e Bruno, Nicola e Renato – giornalisti. Ringrazio Fabio – regista della Scala – la mitica Signora Bianca e tutti i fantastici coristi che hanno cantato con noi. Infine ringrazio la Direzione di San Vittore che si è adoperata per l'organizzazione. 
Concludo ringraziando tutti i presenti, quelle 1800 persone, che con un caloroso e lunghissimo applauso ci hanno trasmesso qualcosa di unico ed indimenticabile. Grazie a tutti.

Ben Mascari

lunedì 15 aprile 2019

IN ARRIVO IL NUMERO DI MARZO DELL'OBLO'

Sara presto in distribuzione gratuita presso le librerie Feltrinelli di Milano il numero di marzo de "L'Oblò", il periodico dei detenuti del reparto La Nave di San Vittore. La versione in PDF del giornale è già consultabile cliccando qui

giovedì 28 marzo 2019

EMMA D'AQUINO DEL TG1 ALLA NAVE PER PRESENTARE IL SUO LIBRO


E’ venuta a trovarci la giornalista Emma D'Aquino, un volto noto del TG1, conduttrice dell'edizione serale del teelgiornale più seguito d'Italia. Abbiamo parlato con lei del suo nuovo libro che parla della vita di un detenuto, anzi un ex detenuto che ha trascorso oltre 49 anni in carcere. Era entrato per reati di lieve entità e ne ha commessi molti altri all'interno delle strutture penitenziarie, accumulando una lunga pena da scontare. Il dibattito è stato molto interessante, sono stati affrontati temi molto forti. Sì è parlato di cambiamenti di personalità, di cura, di motivazione alla cura, di valori e disvalori. Molti di noi erano in accordo, altri in disaccordo.
Emma è stata molto disponibile e simpatica, si è prestata al dialogo nonostante spesso sia stata anche “attaccata”, ovviamente solo verbalmente! Ale e Pino le hanno fatto notare che quella storia è comune a tante altre ma ciò che manca è la vera motivazione, il fattore scatenante del cambiamento del protagonista, qualunque esso sia... Secondo loro bisogna far capire ai lettori che ogni cambiamento di una persona avviene per un motivo. Il più delle volte in carcere questo motivo coincide con un incontro. Durante il periodo detentivo incontrare qualcuno che crede in te, qualcuno che ti ascolta, qualcuno con cui confrontarsi e in cui riporre fiducia, qualcuno che ti infonde fiducia, qualcuno che ti segue, che ti accompagna in quelle giornate alle volte interminabili, è estremamente importante e può essere appunto il fattore scatenante di quel mutamento interiore che dà origine alla riflessione, alla meditazione e alla rielaborazione del trascorso per intraprendere percorsi diversi in futuro. La sola e pura sterile detenzione genera solo rabbia, rabbia che se non viene domata può generare solo ulteriori problematiche.
Noi ci riteniamo fortunati, perché stiamo trascorrendo la detenzione in un piccolo e unico reparto dove ogni giorno vengono trattati piccoli e grandi temi con una grande equipe di professionisti. A nostro avviso solo in questa maniera ci possono essere concrete possibilità di riscatto, riscatto interiore, sociale e di vita.
Tanti auguri ad Emma per il suo libro. Siamo e saremo sempre disponibili al confronto!
Ale, Pino, Stefano



Buongiorno a tutti Voi lettori del blog della Nave.
Mi chiamo Beniamino e volevo condividere l'esperienza vissuta con la giornalista Emma D'Aquino. È venuta da noi alla Nave per presentare il suo nuovo libro che narra di un ex detenuto che ha trascorso un lungo periodo detentivo. Il libro si chiama “Ancora un giro di chiave”. C'è stato un acceso dibattito: per me è stato molto emozionante leggere di come una persona, dopo tanti anni di carcere, abbia trovato, anzi ritrovato, la forza di credere ancora in se stesso, ma soprattutto il coraggio di rimettersi in gioco, ricominciando a vivere la sua vita... ha creduto nel cambiamento e ce l'ha fatta!
Caro Nino, il tuo messaggio è chiaro e mi ha riacceso la speranza di un futuro migliore! Tanti auguri da me e dagli altri compagni della Nave.
Ben Mascari


lunedì 11 marzo 2019

Ecco il numero di febbraio dell'Oblò

E' in uscita nelle librerie Feltrinelli di Milano il numero di febbraio de L'Oblò, il giornale dei detenuti del reparto "La Nave". L'Oblò è in distribuzione gratuita.
Se vuoi vedere la versione in pdf clicca qui


mercoledì 6 febbraio 2019

Fra pochi giorni sarà disponibile nelle librerie Feltrinelli di Milano il numero di gennaio de "L'Oblò", il periodico dei detenuti del reparto La Nave. La versione in pdf del giornale è visibile cliccando qui


mercoledì 30 gennaio 2019

ANCORA OSTAGGI


In questi giorni è stata celebrata la “Giornata della Memoria” e il quotidiano ha titolato in prima pagina “Ancora ostaggi!”. La foto abbinata rappresenta un uomo incatenato in un così detto “campo libico”. Il pensiero balza subito ai campi di concentramento nazisti. Sono trascorsi più di 70 anni dalla disfatta della Germania, dalla negazione ideologica del nazismo, e vedere questa foto su un quotidiano di oggi non può che indurci a porgerci delle domande. Non è bastato all'umanità vivere un olocausto? Sono sicuramente cambiati i luoghi, i popoli, i tempi, ma se oggi permettiamo l'esistenza dei campi libici di detenzione qual è la differenza con il nazismo?
Le persone vengono rinchiuse, private di ogni diritto umano, vengono chiesti soldi alle loro famiglie, vengono espiantati e venduti organi come se fossero ricambi per auto! I nostri politici al governo, l'Unione Europea, il così detto “mondo civile” o “civilizzato” fanno finta di niente… tanto succede là… giù in Libia. Si pensa che non accadrà mai qui da noi … ne siamo sicuri? Il nostro Ministro dice che il problema è risolto: i porti sono chiusi! È proprio così?
L'Italia compra e cede imbarcazioni per la Marina libica che in cambio dovrebbe bloccare le partenze dei migranti, ma appena spunta una nave di qualche Ong nel Mediterraneo ecco che gli scafisti scaricano in mare centinaia di persone eludendo i controlli, forse in accordo con la Marina libica. Dunque tutto risolto?
In nome della Democrazia dei giorni nostri siamo andati in Africa e in giro per il mondo a rovesciare regimi che garantivano, pur nella loro estrema follia, una sorta di quieto vivere alle popolazioni locali. Quante volte gli Stati Uniti d'America hanno dichiarato guerre in nome della democrazia. Dicevano: “bisogna esportare la democrazia nel mondo! Bisogna esportare il nostro modello di vita!”. Ma stavano veramente esportando il benessere? Oppure in nome e per conto di quella grandissima parola, spesso pronunciata al TG delle 20 che fa più effetto, sono stati commessi alcuni dei più grandi crimini contro l'umanità per appropriarsi dell'oro nero o di materie prime importanti? Che differenza c'è rispetto al nazismo?
Trump vuole costruire un muro, ma la storia ci insegna che i muri devono essere abbattuti! Con tutti i soldi che vuole spendere per quel muro, quanta cultura si potrebbe diffondere? Quante scuole potrebbero essere costruite in Africa o dove ce n'è bisogno? Ci sono tantissime domande che potremmo o forse dovremmo porci, ma la politica e i social network ci impongono altro... L'importante è avere la Barbara D'Urso H24 su Mediaset con i suoi servizi esclusivi!

Stefano Piva


giovedì 24 gennaio 2019

I RAGAZZI RINGRAZIANO

Grazie alla mostra "Ti Porto in prigione" e ai numerosi eventi che sono stati organizzati sia all'interno del carcere di San Vittore sia all'esterno presso la Triennale di Milano, il nostro Reparto ha avuto la possibilità di farsi conoscere e di far capire cos'è La Nave e di che cosa si occupa.
Questa è stata una grande opportunità per poter sensibilizzare le persone che non conoscono il carcere e in particolare tutte le attività trattamentali che vengono svolte nel nostro Reparto.
Negli eventi ci sono stati diversi ospiti tra cui il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e Ornella Vanoni, la quale ha cantato con il nostro coro la canzone "Ma mi".
Durante gli incontri ci sono stati scambi di pensieri e opinioni su diverse tematiche, come ad esempio la rieducazione, il reinserimento lavorativo e le misure alternative alla detenzione. Si è parlato del fatto che sarebbe necessario investire di più nel trattamento dei detenuti e che sarebbe utile accompagnarli durante l'uscita dal carcere, poiché il momento del reinserimento nella società può risultare molto difficile.
Vorremmo ringraziare in maniera particolare il nuovo direttore della Casa Circondariale di San Vittore, Giacinto Siciliano, per aver sostenuto questi avvenimenti.

Stanza 411

lunedì 21 gennaio 2019

AL PROSSIMO APPUNTAMENTO!

Si è conclusa ieri la mostra Ti porto in Prigione ospitata per più di un mese alla triennale di Milano! Sono stati tantissimi i visitatori, di tutte le età! Moltissime classi delle scuole di Milano sono state accompagnate dai loro docenti in questo viaggio! L'associazione Amici della Nave nata da appena tre mesi, ma già piena di entusiasmo, desidera ringraziare sinceramente tutte le persone che hanno partecipato all'iniziativa sia dentro che fuori da San Vittore! Con l'augurio di rivederci presto nelle attività future, ieri sera abbiamo brindato a tutti voi!
 

GRAZIE !


venerdì 11 gennaio 2019

Ti porto in Prigione con gli ex Marinai

Stamattina i nostri ex marinai hanno guidato una quarta superiore del Liceo Classico Tito Livio di Milano nella visita alla nostra mostra raccontando cosa sia la Nave e la loro permanenza presso il reparto a trattamento avanzato ! Eccoci tutti insieme a festeggiare con una buona pizza la meraviglia di essersi incontrati al tempo e rincontrati oggi! Grazie a Ivan, Roberto e Mirko per essere tornati a trovarci e averci donato i loro racconti!