Buongiorno a
tutti, sono Maurizio Iavarone e sto seguendo un percorso terapeutico al reparto
La Nave, terzo raggio del carcere di S. Vittore a Milano, dove lavoro
seriamente per me stesso con l’aiuto degli operatori e operatrici di questo
reparto avanzato di cura. Grazie a loro partecipo alle attività, dove posso
ascoltare le esperienze di altri pazienti, chi ha più o meno gli stessi miei
problemi di dipendenza dalle sostanze, curo tutti gli aspetti legati
all’autocontrollo e l’impulsività senza tralasciare i motivi che mi hanno
portato in carcere. Mi stanno aiutando molto, qui posso riacquistare la
lucidità che mi permette di ascoltare, parlare al momento giusto. Faccio di
tutto per incamerare il più possibile da questo percorso detentivo, penso che
non tutti i mali vengano per nuocere.
Sto alimentando una forte nostalgia di casa, dei miei valori affettivi, della
mia famiglia e dei miei tre splendidi figli. Quando stavo fuori, davo tutto per
scontato, li trascuravo senza rendermene conto, la loro mancanza la rimpiazzavo
prendendomi troppe libertà, sfogandomi nel modo sbagliato al posto di trovare
una giusta occupazione. Mi svagavo tra droga, feste e quant’altro, lo facevo
perché mi donavano tranquillità, pensando i miei figli al sicuro, a loro non mancava niente… Per questo devo
tanto ringraziare la loro mamma, che li sta crescendo nel modo più giusto. Sono
educati, intelligenti e rispettosi, questo anche grazie ai miei genitori che
non fanno mai mancare il loro affetto e il loro supporto. Senza accorgermi che
stavo rimanendo sempre più solo, stavo perdendo lucidità, non capivo che la vita
che conducevo non mi stava portando a nulla di buono, niente di concreto, solo
negatività. Tutto il baccano che facevo non mi permetteva di soffermarmi a
riflettere sulle vera realtà della vita concreta. Stavo bene solo in quel poco
tempo che passavo con i miei figli, nipoti e tutta la famiglia, di questo mi
rimarrà tutto nel cuore, non c ‘è valore più grande di quest’affetto: l’amore
per la mia famiglia. L’assunzione delle sostanze durante le serate freddavano i
veri sentimenti che provavo, deludendoli e quindi per questo
credo di continuare a curarmi per non rimanere più solo e non dare più
delusioni, per recuperare me stesso, per poter dare un futuro migliore ai miei
figli, alla mia famiglia e soprattutto a me. Non è vero ciò che è bello ma è
bello ciò che è vero. Vorrei aggiungere, concludendo, che mi sto imponendo di
convincermi che un rimedio per curarsi da queste sostanze che amplificano gli
impulsi negativi, è tenere sempre il fuoco acceso con il calore che la mia
famiglia mi trasmette. Questa, secondo me, è la migliore terapia che esista al
mondo. Auguro a tutti, di vero cuore, di riuscire a sconfiggere questo demone
che causa solo dolori.
Maurizio Iavarone