martedì 15 settembre 2026

La Fiducia

Per me è difficile fidarmi, così come ascoltare un consiglio. Ogni volta che ho fatto una o l’altra mi son trovato solo a stare peggio, e non solo emotivamente ma in tutti i sensi. Poi come fai a fidarti di qualcuno quando a malapena fai fatica a fidarti di te stesso. La fiducia, mi hanno insegnato, va conquistata non con le parole o con dei regali, ma con i fatti nei momenti di bisogno. Ed è proprio quando avevo bisogno che son stato fregato,  non do la colpa ai miei genitori: non avevano altre chance, come non ne avevo io. Solo della mia ragazza mi fido veramente. Forse mi sbaglierò anche questa volta, ma per ora in tutti questi anni non mi ha mai fatto dubitare del fatto che non mi possa fidare di lei. Mi ricordo ancora che un vecchio amico un giorno mi disse “non ti fidare nemmeno della tua maglietta” . All’ inizio pensavo mi prendesse in giro, poi, capì il senso. Il problema è che quando l’ho capito ero gia in manette sulla Volante, direzione Beccaria. Ad oggi, un anno dopo il fatto, faccio ancora un po’ di fatica a fidarmi ma ci provo. Speriamo che questa fiducia mi serva a qualcosa e a non a farmi tornare da quel vecchio amico a dirgli: “avevi ragione”.

 Francesco Perillo 

Il mio Essere

La Musica

 Da che mi ricordi, la musica mi ha sempre accompagnato fin da quando ero un bebè, perché i miei per farmi addormentare la sera, visto che non dormivo mai già da piccolo,l accendevano la radio, mi prendevano in braccio e mi cullavano finché io non prendevo sonno e,  un ricordo che mio padre mi ha sempre raccontato. Sono cresciuto con mio padre che ascoltava parecchia musica, era nei tempi dei '90 quindi l’ ascoltavamo sempre insieme, anche sotto la doccia musica anni '70 '80 '90 dal rock al pop alla dance e la cosa mi rendeva davvero felice,stavo bene davvero, sono ricordi bellissimi che mi tengo stretto e che ogni tanto riaffiorano nella mia mente regalandomi un sorriso. Ed è grazie anche a mio padre che un giorno mi ricordo che c’era un programma MTV dove passavano musica tutto il giorno, passò una canzone di Eminem “The real sleam shady”una delle sue prime canzoni, da lì mi scattò qualcosa dentro e decisi a qualunque costo di imparare a fare quello stile di musica. Iniziai così ad esercitarmi,avevo intorno ai 13/14 anni: facevo davvero pena ma non mollai mai, il desiderio era troppo grande e con il tempo migliorai, magari anche solamente ascoltando basi musicali senza voce per potermi allenare. Dopo 3 o 4 anni iniziai a prendere abbastanza confidenza ed ebbi la fortuna di allenarmi con ragazzi di quartiere che avevano il mio stesso sogno, piano piano nacque un bel gruppo ed eravamo in 4, iniziammo a frequentare locali dove ci si poteva sfidare in sfide di freestyle. Mi ricordo benissimo la prima volta in cui partecipai,c’era Bassi Maestro dietro la console e sotto il palco gente già conosciuta di cui non sto a far nomi perché erano davvero tanti. Morale: andai in panico e feci scena muta e scesi sotto i fischi, ma il giovedì dopo in questo locale chiamato NOX mi ripresentai,e arrivai in finale vincendola, scesi dal palco ed un famoso dj di radio Italia network mi fermò e mi propose di scambiarci il contatto, dopo circa un mese mi ritrovai negli studi di play radio a registrare il mio primo pezzo con gli altri 3 amici del gruppo e ne uscì una bomba, tanto che questo dj di nome Bus riuscì ad avere un programma sulla RAI dalle 11 alle 12 dove passavano video e canzoni rap. A quel punto la RAI decise di fare un mixtape dove ci ritrovammo insieme a gente come: Fabri Fibra, Club Dogo, Marracash e tanti altri… Quando uscii nei negozi e dopo aver firmato il contratto, rimasi a bocca aperta e da lì partì il tutto, firmammo un altro contratto con la Saifam e ci anticiparono 40000 euro per tutto il lavoro che c’era da fare. Ci mettemmo subito a produrre il primo album e subito dopo iniziammo a fare le prime serate finché non ci trovammo a girare l’Italia, dopo l’arresto di Fabrizio Corona che volle fare un hip hop selection sempre con gente di alto calibro e anche lì chiese la nostra partecipazione. Dopo anni però, per problemi di 4 teste diverse, purtroppo il gruppo si sciolse,a poche settimane dal concerto all’Arena di Milano. Da allora avevamo tirato su qualche ragazzo dal quartiere e iniziammo con gente nuova a fare musica senza più contratto, utilizzando YouTube come piattaforma, però posso dire che ancora al giorno d’oggi, lo si trova ancora su Spotify e nei negozi di musica. La musica è l’unica cosa che non mi ha mai abbandonato e adesso, a 40 anni, ogni tanto scrivo quando mi viene voglia ma so che oramai è tutto passato, ma tutto mi rimarrà sempre nel cuore. Anche se non sono diventato chissà chi, posso dire di aver raggiunto il mio obbiettivo, infatti il mio album e i miei 2 mixtape sono incorniciati e attaccati al muro.

La musica è vita ti può riportare nel passato e nel futuro in un attimo.

Vittorie e Sconfitte

La vittoria è qualcosa che arriva da una tua azione. Se studi e ti laurei hai vinto. Più facilmente, se fai goal, vinci la partita tra amici, e sei contento. Essere felici per una vittoria non ha nulla di sbagliato. Vincere nella vita è quello che ci rende felici. “Vincere in una relazione”, che vuole dire stare bene con qualcuno e portare avanti il rapporto, è una grande vittoria. La competizione “sana” ci rende più coraggiosi. Per vincere, il più delle volte, ti metti a confronto con qualcosa o qualcuno. Il problema arriva con la sconfitta. Perdere nella vita è quello che ti rende triste. In qualsiasi studio, non goal o relazione andata male c’è una sconfitta. La competizione, quando perdi, diventa rabbia o senso di non essere all’altezza. Facendo i conti, a oggi, io sono uno sconfitto. Che non vuole dire perdente. Io ci ho provato. A studiare no, non ho mai voluto, ma a fare goal o, ancora di più, stare bene in una relazione, ci ho creduto. Le mie scelte mi hanno portato a perdere in tutto. Finire in galera è una sconfitta. A oggi, non ho smesso di crederci. Penso che, allenandomi, riuscirò a raggiungere i miei obiettivi. Gli sconfitti, a volte, reagiscono ed io lo sto già facendo. Sto ricostruendo quello che sembrava rotto per sempre. Con mia sorella no, ci vorrà costanza e tempo per tornare in quella relazione, ma in altre lo sto facendo. Sto cercando di vivere la Nave provando a starci nella relazione. A volte ci vuole anche fortuna per vincere. Ho trovato compagni di cella che facilitano questi rapporti felici. Certo, non con tutti, ma ci sono delle conoscenze importanti anche in sezione. Con i miei sono stato fortunato, avrei forse “meritato” genitori diversi. Però, la vittoria, a volte, con le relazioni, è qualcosa che non riesci del tutto a controllare. È anche vero che, se incominci a credere in quei rapporti, incominci a vincere anche con gli amori e le amicizie.Diventa vittoria solo se reagisci. Non che io sappia cosa sia, ma il solo pensiero di raggiungerla mi fa venire voglia di mettermi in gioco per scoprirlo.

Sette Note per la Vita

 Mi sono sempre domandato come sette semplici note possano aver creato così tanta musica da tempo immemore. Come la loro capacità di mescolarsi e di disporsi in un pentagramma diano emozioni così grandi. Il tempo sicuramente le ha aiutate dividendole e unendole. Cosi credo che sia la vita, l'emozione, ognuno di noi che, fatti con tonalità diverse, timbri, colori, culture, abbiamo reso questo mondo una grande sinfonia che non smette mai di stupirci e ci rende ciò che siamo. Non vedo la fine della musica almeno finché avrò vita, e ne sarò partecipe finché la mia parte di spartito finisca. Sto cercando di cambiare la mia musica per quanto io, come strumento, devo prendere atto che la musica cambia anche in base ai tempi che stiamo vivendo trasformando le note in suoni, creando un futuro che aspetta solo nuove generazioni. Possono cambiare tutto, ma non devono intaccare lo spartito che io chiamo vita.

 Carmelo Nauta

martedì 8 settembre 2026

I valori che ho dato per scontati

I valori che ho sempre dato per scontati ora che ho molto tempo libero e vivo nella realtà, sono tantissimi. Ora ho incominciato a pensare  alla salute dei miei genitori, alla loro età e alle malattie che potrebbero portarmi via i più cari. Quando ero nel mondo esterno, tante volte mi è capitato di non farmi più sentire per telefono per settimane e mesi, ma non mi rendevo conto del dolore che mia madre potesse provare in tutte quelle notti senza sentire la mia voce. E ora mi ritrovo io al suo posto che, quando faccio la prima chiamata della settimana, incomincio già a pensare che me ne restano altre due e basta. E se a  volte le spreco entro il venerdì, resto in ansia per tutto il weekend. Ma quando arriva il lunedì ancora ho ansia e paura per quando squilla e risponde la mamma, e se mi risponde, con il fiato, magari correndo per le scale, io vado in paranoia perché ho il papà cardiopatico e ha già avuto tre infarti. Sono cose che quando ero fuori e facevo la mia vita davo per scontato, come davo per scontato i compleanni delle mie sorelle delle mie nipotine, però ammetto che tanti valori me li hanno insegnati i miei genitori. Per altri potrebbero essere banali ma per me sono importanti. Io, nonostante mi sia ubriacato, drogato e tutto quanto, non ho mai acceso una sigaretta davanti ai miei genitori e non sono nemmeno mai tornato a casa con l’alito che puzzava di alccool.

Il mio posto felice

  

Cadere e rialzarsi

  

Fede e religione

Il tempo scorre in avanti, ma se guardiamo una stella vediamo una luce che trasmette centinaia o migliaia di anni indietro attraverso il tempo e lo spazio che, teoricamente, è un tessuto in continua espansione e, se lo osserviamo, vediamo l’infinito dove ci sono galassie, stelle, pianeti abitabili per la vita come la conosciamo noi, pianeti inabitabili o pianeti abitati da vite extraterrene. Ma torniamo all’argomento del titolo: la Fede. Sono convinto, come molti, che Gesù sia realmente esistito come essere umano, ma non gli attribuisco la figura del Messia. Era senz’altro un predicatore di pace che rispettava, senza discriminazioni, l’Umanità. Una delle persone più influenti al mondo. Credo che esistano la luce, il buio, il bene ed il male, sognando un mondo senza guerra, senza punizioni invidia e disuguaglianza. Penso che tutto nacque dal caos, da un insieme di particelle di atomi che causarono il big bang e da li si crearono galassie, stelle, pianeti e la vita…E fu così che, col tempo, si generò l’uomo che si evolse e cambiò, assumendo progressivamente nuove tecniche e abilità che consentirono l’evoluzione. L’uomo riuscì ad esprimere inizialmente con simboli e disegni e dopo migliaia di anni, arrivò ad esprimerli tramite la scrittura, le prime forme d’arte, i manoscritti. Dunque la fantasia dell’uomo non veniva più solo pensata ma espressa e trasmessa. Arrivando alla Bibbia, agli Dei alle figure mitologiche e spirituali, esse crearono diverse religioni ognuna con il proprio Dio. Possiamo dire che la figura di Dio sia stata creata con una grande fantasia frutto dell’uomo, poiché, a quei tempi, ancora non c’era la spiegazione di come nacque il mondo, non c’era l’idea che sopra il cielo esistesse un universo, mille galassie e altre forme di vita. Così l’uomo, ponendosi diverse domande sulla nascita della vita e delle Terra, arrivò, col tempo, alla conclusione che esistesse una divinità al di sopra di noi, come se una figura trascendentale creò la vita e la terra. Ma come facciamo a credere che esista un Dio sopra di noi che ci osserva e ci custodisce? Il mio parere è che la fede sta nell’uomo, nell’Umanità, ma rimango del pensiero che la fede aiuti. La Bibbia, prima di tutto, insegna e fa aprire gli occhi, riesce a entrare nel cuore delle persone e creare pace. Inoltre, credere in qualcosa più grande di noi e credere che quel qualcosa, ossia un Dio che ci salverà e ci porterà alla vita eterna, fa creare speranza. Ma a me piace vivere di realtà, di cercare di non considerarci esseri piccoli e inutili, ma vivere di così tanta forza ed energia da arrivare al “punto zero”, il punto in cui non ci sono più alti e bassi ma solo piena consapevolezza e pace per arrivare a essere noi il Dio di noi stessi e dunque acquisire il pieno controllo di noi e di ciò che ci stà intorno.

La mia fede stà nell’anima e nell’Umanità.

La Fedeltà

Il nostro amico Renato ci ha invitato a scrivere sui valori, per noi, più rappresentativi.                              Ecco, una cosa in cui credo è  la fedeltà.