Per me aver lasciato la mia casa è stata una delle decisioni più
dure della mia vita. Aver lasciato i miei famigliari, gli amici del quartiere,
le abitudini e tutto, per poter ricominciare una vita da capo, è stato molo
duro. Ricordo che verso il 2019/2020, in tempo di Covid, il mio amico Angelo stava organizzando una
festa clandestina, poiché era stato scelto per un volo umanitario in Europa,
lui aveva già combattuto assieme a suo fratello quel maledetto virus per poter
salvare suo padre, riuscendoci. Dopo 2 settimane ci fu una brutta notizia nel
quartiere, Angelo aveva trasportato droga a Milano, finendo così in galera.
Nell’estate del 2023 prendo la decisione di rifarmi una vita, decidendo di
andare in un luogo dove nessuno poteva conoscermi. O forse quello che volevo
fare era solo pensare a me stesso. In realtà stavo solo scappando dai miei
fantasmi, non riuscendoci. Fu così che a Maggio 2025 mi arrestarono, il piano
che avevo in mente non era questo, le cose non andarono come previsto.
Passarono 3 mesi ed arrivai al posto che più si avvicinava al mio concetto di
casa. “La Nave”, era tutto fantastico, surreale rispetto ai piani, si respirava
un’altra aria. I marinai mi diedero un caloroso benvenuto. Ricordo di entrare
nel cellone, ad aspettarmi c’era Raffo con il caffè già pronto, ad oggi una
delle persone a me più vicina. Il giorno dopo mi svegliai presto, c’era Davide
in piedi con la radio in tasca che faceva avanti e indietro per tutto il piano.
Ero pronto per il mio primo giorno nella nuova casa, tanto che alla apertura
toccò a me, Maicol e Mezzina fare la presentazione davanti a tutti, con molta
emozione mi presentai venendo così accolto da tutti. Passano un paio d’ore e
Andrea Olla mi chiama per firmare il contratto, formalizzando così l’inizio del
mio percorso. Piano piano mi inserisco nel gruppo, inizio a fare due passi con il
mio amico Luca, raccontandogli un po' della mia vita, avendo lui avuto in
passato tanti amici peruviani. Nel weekend inizio a giocare a pallone con i
miei nuovi compagni, facendomi così conoscere. Il campo era bellissimo rispetto
al 5° raggio. Avevamo 8 palloni per giocare, ricordo che Maicol mi disse: “
Siamo alla nave hermano, lo que tu quieres” . Mi sentivo già parte di quel
gruppo, non ho fatto per niente fatica ad ambientarmi in questa stupenda
famiglia. Stava andando tutto per il meglio sino a quel fatidico 13/12/2025,
come al solito mio zio arriva presto per il colloquio, mentre parlavamo gli
stavo spiegando come stavamo organizzando la cena di Natale con i miei compagni
di cella spiegandogli la lunga lista di cose da mangiare. Finisco il colloquio,
torno in cella e riposo un po' ascoltando della musica, quel giorno avevamo una
partita importantissima del CSI che dovevamo recuperare. Eravamo secondi in
classifica, Sady inizia a consegnare le magliette, quando ad un certo punto
iniziamo a sentire odore di bruciato. Verso le 7 di sera salì l’ispettrice
annunciandoci l’imminente trasferimento alla CR di Bollate. Fui collocato al
secondo reparto assieme a tutti gli altri partiti con il 1° pullman, io, Paul,
Aaron e Gaetano decidemmo di metterci assieme. L’indomani mi sveglio intorno
alle 7/8 del mattino, inizio a camminare per il piano incuriosito, mi ferma un
ragazzo, e nell’offrirmi il caffè mi spiega come in quel reparto ci siano dei miei
paesani, offrendosi di presentarmeli. Mi portò da loro ed il primo che vidi era
proprio Angelo, il mio amico del quartiere, era ormai 5/6 anni che non lo
vedevo. Un’ abbraccio forte spezzò tutta la tensione di quel momento, mi offrì
cibo, vestiti e mi disse che ero libero di utilizzare il suo laptop, mi disse
di sentirmi come a casa. Lui essendo permessante, mi chiese se avessi bisogno di
qualche favore, io replicai subito chiedendo di avvisare mia mamma. La Domenica
rientrò dicendomi : “ Tua mamma non cambia, mi ha mandato a fare in culo
pensando le volessi fare qualche estorsione”. Dopo una lunga chiacchierata mi
chiese : “ cosa pensi di fare adesso?”. Ero molto disorientato, non sapevo cosa
fare. Voglio ringraziarti per i tuoi consigli, penso che tornare alla Nave sia
stata la decisione migliore. Non dimenticarti mai delle persone che ti hanno
dato una mano nel momento del bisogno. Spero di incontrarti in un altro
contesto, i voglio bene amico mio.
P.S: Ringrazio Paul per aver trovato il tempo e la pazienza di
aiutarmi ad aggiustare questo racconto della mia vita chiamato oblò.
Ricardo Quispe