Caro amico mio,
siamo cresciuti insieme, frequentavamo la stessa scuola, le stesse amicizie, lo stesso oratorio e poi è successo qualcosa. All’età di quattordici anni, tra le medie e le superiori, sono iniziate le prime canne e tu, amico mio, hai cominciato ad accorgerti che stavi crescendo, come volevi tu, più in fretta del dovuto. Eri fidanzato con Laura, giocavi a calcio nella Trezzano Rosa ma, a scuola, i primi problemi. Sei stato bocciato ma a te non importava; t’interessava solo uscire con noi, Laura pensavi fosse una cosa scontata e a calcio te la cavavi bene. Le estati sparivi per tre mesi, andavi a Gallipoli e tornavi giusto giusto per il ritiro del calcio e l’imminente inizio della scuola. Continuavi a fumare ma, tutto sommato, non te la passavi male. Poi hai fatto il passaggio successivo: una sera, da poco tornato dalle vacanze, al ”Cimi”, dove uscivamo tutti insieme, la prima dose di cocaina. Ti ha preso subito, sicuramente preso dall’idea che eri diventato uomo a diciassette anni. Vedi, caro amico mio, è proprio a quel ragazzo che vorrei scrivere. Non so bene cosa dirti ma sicuramente ti abbraccerei. Ti direi di guardarti intorno e di vedere gli amici e, soprattutto, Laura, che da lì a poco perderai. Ti direi di guardare il centro sportivo “Giacinto Facchetti”, quella maglia della prima squadra che conquisterai da lì a poco e ti suggerirei di non mollarla. No amico, non diventerai professionista, ma starai lontano dai guai. Ti direi di provarci almeno con la scuola. E, amico mio, ce la potresti fare. Ti direi che da lì a pochissimo diventerai campione d’Europa con l’Inter e poi torneranno momenti bui. Ma di star tranquillo che passeranno anche quelli. Scontato, ti direi di non farti più, ma uno come me non può permettersi di dare consigli. Però una cosa te la voglio dire, amico mio: comunque andrà, non sentirti perso, mai. Non far si che i fallimenti che verranno, l’alopecia e il tuo carattere di merda ti portino dove sono io ora. Ma se dovesse succedere, sappi che potrai contare su di te, che poi è la cosa cui non hai mai creduto tu.
Buona Fortuna.
Il tuo amico Matteo Bianco
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