martedì 18 agosto 2026

Il lio posto felice

 Ciao, mi chiamo Salah. Sono nato in Marocco e vorrei raccontarvi di un posto che mi piace molto.C’è un grande fiume e un grande parco: il Parco Lambro. Mi piaca passare il mio tempo libero lì. Anche quando sono triste vado in questo posto da solo con la mia musica. Un giorno, seduto da solo, ho visto una regazza con un signore. Ero triste e solo. Non lo so dove ho preso il coraggio per parlare con la ragazza. Le ho detto: “mamma mia, sei bella come la luna a mezzogiorno”. Lei mi ha guardato storto e non mi ha risposto. Io sono rimasto seduto sulla panchina e, dopo un paio di minuti, ho visto la ragazza tornare con un signore. Il mio cuore ha iniziato a battermi a 100 battiti al minuto. Ha iniziato il signore a parlare con me: “ciao come stai? di dove sei? che cosa fai qua? dove vivi?”. Il problema era che io non parlo bene l’italiano e risposi solo: “si si”. Il signore ha capito che io non parlavo italiano ma per fortuna parlava spagnolo. Così mi ha chiesto se mi piaceva la ragazza ed io gli ho risposto che mi piaceva tantissimo. Mi hanno offerto un kebab e abbiamo mangiato insieme. Quando abbiamo finito di mangiare il signore se n’è andato e mi ha lasciato da solo con la ragazza. E’ stato un bel momento e ci siamo rivisti molte volte. Abbiamo passato un mese sempre assieme, giorno e notte. Anche quando avevo problemi con la polizia andavamo insieme al parco, perché è lontano dalla gente e dalle persone che mi conoscono. Abbiamo anche preso un lucchetto insieme su cui avevamo inciso le nostre iniziali e l’abbiamo appeso a un ponte. Un giorno lei mi ha chiamato e mi ha detto: “sono nel nostro posto, vieni in fretta”! Ho pensato che si fosse  messa nei guai. Sono andato come un pazzo senza cervello correndo. Quando sono arrivato da lei mi ha abrraciato e mi ha detto: “chiudi gli occhi”. Ho fatto quello che lei mi ha chiesto di fare e ho sentito qualcosa che mi aveva messo nella mia mano. Quando ho aperto i miei  occhi ho visto un test di gravidanza. Mi sono messo a piangere dalla gioia, con lacrime di felicità. Da quel giorno ho smesso di spacciare ma non ho smesso di usare le sostanze. lo so che è inutile tornare indietro con il tempo ma se  potessi  non farei più queste cose, cioè toccare la droga e non farei i reati che mi hanno rovinato la vita e che mi hanno rubato la felicità e la libertà. Non posso giudicare Dio, magari ha fatto una cosa giusta e mi ha salvato. Oggi mi voglio risvegliare e iniziare una nuova vita e come sempre, grazie a Dio, non mi arrendo mai. Qualunque cosa verrà in futuro, sono pronto. Quello posto mi è rimasto nel cuore e non lo dimenticherò mai. Ci ho passato momenti brutti e belli però quelli belli sono stati più di quelli brutti.

La Fede

Il tempo scorre in avanti, ma se guardiamo una stella vediamo una luce che trasmette centinaia o migliaia di anni indietro attraverso il tempo e lo spazio che, teoricamente, è un tessuto in continua espansione e, se lo osserviamo, vediamo l’infinito dove ci sono galassie, stelle, pianeti abitabili per la vita come la conosciamo noi, pianeti inabitabili o pianeti abitati da vite extraterrestri. Ma torniamo all’argomento del titolo: la Fede. Sono convinto, come molti, che Gesù sia realmente esistito come essere umano, ma non gli attribuisco la figura del Messia. Era senz’altro un predicatore di pace che rispettava, senza discriminazioni, l’umanità. Una delle persone più influenti al mondo. Credo che esistano la luce, il buio, il bene ed il male, sognando un mondo senza guerra, senza punizioni invidia e disuguaglianza. Penso che tutto nacque dal caos, da un insieme di particelle di atomi che causarono il big bang e da li si crearono galassie, stelle, pianeti e la vita…E fu così che, col tempo, si generò l’uomo che si evolse e cambiò, assumendo progressivamente nuove tecniche e abilità che consentirono l’evoluzione. L’uomo riuscì ad esprimere inizialmente con simboli e disegni e dopo migliaia di anni, arrivò ad esprimerli tramite la scrittura, le prime forme d’arte, i manoscritti. Dunque la fantasia dell’uomo non veniva più solo pensata ma espressa e trasmessa. Arrivando alla Bibbia, agli Dei alle figure mitologiche e spirituali, esse crearono diverse religioni ognuna con il proprio Dio. Possiamo dire che la figura di Dio sia stata creata con una grande fantasia frutto dell’uomo, poiché, a quei tempi, ancora non c’era la spiegazione di come nacque il mondo, non c’era l’idea che sopra il cielo esistesse un universo, mille galassie e altre forme di vita. Così l’uomo, ponendosi diverse domande sulla nascita della vita e delle Terra, arrivò, col tempo, alla conclusione che esistesse una divinità al di sopra di noi, come se una figura trascendentale creò la vita e la terra. Ma come facciamo a credere che esista un Dio sopra di noi che ci osserva e ci custodisce? Il mio parere è che la Fede sta nell’uomo, nell’umanità, ma rimango del pensiero che la Fede aiuti. La Bibbia, prima di tutto, insegna e fa aprire gli occhi, riesce a entrare nel cuore delle persone e creare pace. Inoltre, credere in qualcosa più grande di noi e credere che quel qualcosa, ossia un Dio che ci salverà e ci porterà alla vita eterna, crea speranza. Ma a me piace vivere di realtà, di cercare di non considerarci esseri piccoli e inutili, ma vivere di così tanta forza ed energia da arrivare al “punto zero”, il punto in cui non ci sono più alti e bassi ma solo piena consapevolezza e pace per arrivare a essere noi il Dio di noi stessi e dunque acquisire il pieno controllo di noi e di ciò che ci sta intorno.

Una vita da recuperare

Buongiorno,

La dignità e il carcere

Sono recluso da nove mesi a San Vittore, intervallato da tre mesi di Bollate e, da due mesi, sono in una sezione chiamata “La Nave”. Come scrivevo prima, in quest’anno, ne ho viste e sentite di ogni tipo.Una delle cose che più mi ha impressionato è la pretesa di diritti sulla propria dignità umana. Più di una volta mi sono chiesto in prima persona: con che coraggio pretendo i miei diritti, se, per buona parte della mia vita, dei diritti degli altri, non me ne sono mai interessato? Non sarei un ipocrita? Ho sentito spesso abusare della parola “dignità”, rivolta verso gli istituti penitenziari, da certi telegiornali, da specie di giornali che vengono regalati qui a San Vittore, che, aperta parentesi, mi rabbrividisce il fatto che qualcuno usi i suoi soldi per comprarli. Ma dei soldi degli altri non m’interessa, della dignità, si. Non esiste carcere dignitoso, non esiste istituto che rispetti i diritti di chi ne è recluso. Quindi, mi sorge un’altra domanda: a cosa serve e a chi serve la reclusione? La risposta che mi sono dato è che il carcere, sia che vuoi, sia che non vuoi, ti cambia. Ognuno di noi può usare quel cambiamento in modo giusto o sbagliato. Mi viene un’altra domanda: cos’è giusto o sbagliato in un cambiamento che ti travolge ma che non scegli? La risposta è: niente! Tutto è relativo e soggettivo. Da poco è stato approvato un disegno di legge che, da quel poco che si capisce, leggendo quella specie di giornale e guardando alcune specie di telegiornali, dovrebbe prevedere delle agevolazioni per noi tossicodipendenti. Il tempo ci dirà quali saranno. Io alla fine  sono arrivato, a pensarla così: non del DDL, non dei diritti, non della cura ma, della dignità. La parola “detenzione” presso qualsiasi istituto, reparto, sezione, cella carceraria è l’esatto opposto del concetto di dignità.

Anonimo