Ho passato la vita a chiedermi che cosa non va in me, a domandarmi perchè ho un’idea cosi distorta e fredda del mondo. Interiormente non ho mai trovato pace, quando ero sul punto di arrivare alla serenità mi ritrovavo quasi sempre dietro una linea, dove il mio inconscio indietreggiava, perché nella mia vita serenità e pace non c’è né mai stata. Ogni volta che ero sul punto di stare bene, venivo mandato da comunità a comunità, strappato via da casa. Basta pensare che ho girato 13 posti dai miei 11 anni in poi e, ripensandoci, non mi è rimasto nulla di tutti quei posti girati, di tutta quella gente a cui mi sono affezionato e non ho più rivisto, di tutte le numerose fughe e tradimenti; ciò che è rimasto è solo un ricordo sbiadito dal tempo. A volte il buio mi offusca la vista, i pensieri e le scelte che intraprendo. Nella mia vita ho sempre dovuto ricominciare e ripercorrere delle faticose salite, ma proprio a pochi passi dalla vetta inciampavo puntualmente in dei burroni e, caduta dopo caduta, mi ritrovavo poi sempre più in basso di prima, ritrovandoci benessere e malessere allo stesso tempo. Confesso che dalla stanchezza di dover ricominciare preferivo sprofondare e sbattermene. L’ultima fossa in cui precipitai si era trasformata in una bara con sempre meno luce, tanta terra mi stava soffocando ma non me ne rendevo conto. Se mi porgevano un aiuto, rispondevo con il disprezzo e ho sempre pensato che la bara fosse il mio destino, anche quando mi ritrovai tutto intubato e, poco prima, al mattino, mi trovò la mia ex con il sangue alla bocca e gli occhi all’indietro. Sarei dovuto morire giusto? Mi ricordavo che alle 11:00 di sera ero già a letto e mi chiedevo se a salvarmi fosse stata la mia ex, il cane disperato abbaiando, la sala rianimazione o semplicemente non era il momento di farla finita, e così il destino mi rimise a lottare e soffrire. Vorrei non soffrire più a costo di sfondare i muri a mani nude e superare di petto ogni futuro ostacolo e disperazione, perché nella miseria e sofferenza ci son nato, e se il destino ha riservato per me una vita da dannato sarà il caso che mi dia da fare… Questa per me è l’ennesima caduta. Ormai ci sono abituato, ma questa volta la vedo davvero in modo diverso, con un fare ottimistico e con un filo di speranza, sto riprendendo in mano i miei sogni e desideri, tra cui la scrittura, ma la strada che dovrò percorrere è lunghissima. Ora sta a me costruire e non demolire. L’unica paura che mi preme e che, credo, mi possa ostacolare, sia il mio distacco dalla realtà e i miei pensieri distorti e asociali che molte volte interferiscono con i miei agiti. Molti ci definiscono perdenti. Abbiamo perso tanto, questo è vero, ma sarà questo che ci salverà per uscirne vincenti.
Alessio Casale
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