Ciao Oblò, questo mese, tra il processo, famiglia e tutto il resto è stato molto pesante per me. Io non sono abituato ad arrendermi mai, ma quando è troppo è troppo . Ogni mattina faccio una piccola preghiera per la mia famiglia e per me e poi, come sempre, comincio là mia giornata. Sono mesi che parlo e mi incontro con una bellissima coppia. Per me è una cosa bellissima. Sono inseparabili, vengono a trovarmi tutti i giorni, tutte le settimane. Il primo incontro non è stato un gran che, avevano paura di me, e chi non ne ha di un detenuto? Però mi sono fatto avanti e gli ho chiesto se volevano un caffè, La risposta è stata no ma non me la sono presa. Siamo stati per mezz’oretta a guardarci in faccia senza dire niente, poi se ne sono andati. Io ero molto dispiaciuto ho pensato che avevo perso l’occasione di avere qualcuno che ti ascolta e non ti’interrompe mai, non come fa qualcuno. Questo mio primo incontro è stato a giugno. Ho pensato: “come mai che tutte le cose che io vorrei vicino se ne vanno?”, ma ad un tratto sento un rumore, e chi c’è: sono loro. Non sapevo come si chiamavano, non sapevo quanti anni avessero, non sapevo niente di loro. Come faccio a chiedere il nome se loro non parlano la mia lingua? Con dei gesti gli ho chiesto se volessero del caffè. La loro risposta è stata ancora una volta no quindi provo a chiedere se volessero mangiare, essendo orario di pranzo. La moglie non perde tempo e subito comincia a mangiare. Invece il marito, pieno di orgoglio, faceva avanti e indietro. Ero felice ma qualcosa mi disturbava: non sapevo il nome. Ho provato a presentarmi ma loro niente. Allora decido di chiamarli Alfredo e Anna perché si comportavano come mio fratello e sua moglie. Lui fa il grande ma comanda la moglie. Non sono un maschilista ma è triste quando sento una femmina che sgrida il marito. Ora che tutte le settimane sto andando al processo i miei amici rimangono male perchè pensano che non ci vediamo più, ma io ho promesso che il giorno che uscirò li aspetterò fuori per dirgli grazie per la pazienza che hanno avuto con me. Ho chiesto al mio compagno di stanza che, se io non ci sarò più, di pensarci lui, ma la sua risposta è stata no e per questo sono in pensiero.
Ora chiudo dicendo “Dio benedica noi e tutte le amicizie sincere come le mie“.
Anche se con due piccioni.
Adrian Dodaj
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